The wall of imagination
concept
The wall of Imagination nasce dall'esplorazione del rapporto tra infanzia, creatività e spazio domestico.
Il progetto prende ispirazione dall'immagine dei bambini che trasformano le pareti di casa in superfici di espressione spontanea, reinterpretando quel gesto attraverso fotografia e video.
La casa, normalmente regolata da confini, ordine e regole adulte, diventa così uno spazio di libertà, scoperta e immaginazione. Il muro perde la sua funzione originaria e si trasforma in una tela collettiva, capace di raccogliere segni, colori e tracce in un universo ancora privo di limiti.
Il disordine diventa linguaggio, il disegno diventa presenza. Ogni segno lasciato sulla parete racconta un modo personale di osservare, immaginare e trasformare lo spazio.
The Wall of Imagination non vuole documentare semplicemente il gesto del disegnare, ma raccontare quel momento in cui l'immaginazione prende possesso dello sppazio e la casa diventa, per un istante, un luogo senza regole.
The Wall of imagination
The wall of imagination è un progetto nato all'interno di made in home, un percorso dedicato all'infanzia, alla creatività e alla libertà di espressione.
una parete bianca diventa una tela da esplorare: bambini e bambine sono invitati a lasciAre segni, colori e forme, trasformando lo spazio domestico attraverso la propria immaginazione.
Il progetto è raccontato attraverso fotografie, per documentare non solo ciò che viene creato, ma soprattutto il rapporto tra corpo, spazio e immaginazione.
The Wall of Imagination rappresenta così un momento di libertà creativa in cui una semplice parete può diventare uno spazio senza regole.
The experience
The Wall of Imagination nasce come un'esperienza di libera esplorazione. I bambini vengono invitati ad entrare in relazione con la parete attraverso il colore, il gesto e il movimento, senza un risultato prestabilito.
Non viene chiesto loro di realizzare un'opera precisa: ogni segno nasce spontaneamente e diventa parte di una composizione collettiva in continua trasformazione. La parete si riempie così di tracce, sovrapposizioni e colori, diventano il riflesso delle diverse forme di immaginazione.
L'esperienza non riguarda soltanto ciò che viene disegnato, ma il modo in cui ogni bambino vive e trasforma lo spazio attraverso la propria creatività.
The WHITE T-SHIRT
La maglietta bianca nasce come una superficie neutra, priva di segni e di significato, pronta ad accollare l’esperienza.
Durante il progetto, il colore supera il limite della parete e si trasferisce sul corpo. Mani, impronte e tracce trasformano la maglietta in una testimonianza visibile del gesto creativo.
Il bianco, inizialmente simbolo di purezza e vuoto, viene progressivamente attraversato dal colore e diventa memoria dell’esperienza vissuta.
La maglietta non è più soltanto un indumento, ma una tela mobile: porta con sé i segni del gioco, della libertà e dell’immaginazione.
entering the imagination
Per raccontare davvero l’esperienza, non è sufficiente osservarla dall'esterno. Anche l'autore entra nello spazio e diventa parte del processo creativo.
Il confine tra chi crea, chi partecipa e chi osserva si dissolve. Attraverso il gioco, il colore e la relazione con i bambini, entro nella scena e condivido lo stesso spazio di libertà che il progetto vuole raccontare.
Il mio corpo diventa così parte dell’immagine e della trasformazione della parete. Non sono più soltanto colui che documenta l’esperienza, ma una presenza all'interno di essa.
Entrare nell'immaginazione significa lasciare per un momento il ruolo dell'adulto e tornare a vivere lo spazio attraverso il gioco, la curiosità e la libertà del gesto.
The collective
La parete diventa il risultato di un'esperienza condivisa.
Ogni bambino lascia il proprio segno, ma nessun gesto rimane isolato: colori, impronte e tracce si sovrappongono fino a costruire un'unica superficie collettiva.
Anche i corpi diventano parte dell'opera. le magliette, le mani e i volti portano con sé segni dell’esperienza, creando una connessione tra chi ha partecipato e lo spazio che è stato trasformato.
Alla fine, ciò che rimane non è soltanto una parete dipinta, ma la memoria di un momento vissuto insieme.
Un grazie speciale a
Meredith, Domenic, Erin, Aurora, Manuel, Jonas, Davide, Nathan e Ginevra.
Nove piccoli protagonisti che, con la loro fantasia, curiosità e spontaneità, hanno dato vita a questo progetto.
Grazie per aver condiviso con me il vostro mondo, per aver lasciato spazio all’immaginazione e per aver trasformato ogni idea in qualcosa di unico.
Questo progetto nasce per ricordare che la creatività non ha età, confini né regole.
Grazie per aver immaginato insieme a me.





























